lunedì 9 giugno 2008

Un giorno magico


14 febbraio 1456
Prima di quel giorno vi era stato solo un unico, delicato gesto, che da solo valeva più di milla parole.
Una sera nell'accompagnarla a casa, avevano fatto una deviazione per rimirare la luna che si specchiava nel calmo mare di Chiavari.
E lì, sotto il vecchio ulivo, che sarebbe diventato lo muto e silenzioso complice e testimone, la mano di lui aveva osato una lievissima
carezza, più invero il tocco fuggente di un attimo, che leggero come una piuma aveva sentito sul viso quasi come un tizzone ardente.
Subito si era ritratto, timoroso di aver osato troppo, ed il rossore che aveva colorate le loro gote li aveva momentaneamente bloccati.
Quel dolce, intenso ricordo, però aveva lasciato, un brivido al solo pensarci, e il desiderio, era un po' imbarazzata ad ammetterlo, che si ripetesse.

Quella mattina, uscendo di casa aveva trovato una missiva in cui veniva invitata a trascorrere un'intera giornata insieme, proprio nel luogo che lo avevo visto protagonista di quel gesto.
Senza esitazione alcuna si diresse al luogo convenuto, il respiro accorciato più per l'emozione che per il passo lesto, e vedendolo in attesa,
non seppe resistere dal corrergli incontro.
Le prima parole che udì uscire dalle sua labbra "..quanto siete bella.." arrivaro alle orecchie mescolate al ronzio che provava per l'emozione e il martellare del suo cuore.
Fu la prima volta che ammisero di amarsi. Ed ora nessun passato più o meno segreto contava più, da quel momento anche i silenzi avrebbero gridato che quella era la
felicità, quello era l'amore.

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