3 febbraio 1456
Era già sveglia nel suo letto, quando un lieve tramestio di passi la riscosse dai suoi pensieri, poi un paio di colpi decisi all'uscio e la voce di messer Donmatteo che le ricordava il suo turno nella guardia volontaria.
Rispose prontamente nonostante il cuore che le martellava nel petto per quello che la aspettava.
Una rinfrescata al viso, una ciotola di latte al suo piccolo ospite a quattro zampe(il piccolo micio Grisù), una giacca troppo grande per lei presa a prestito per riparasri dal vento impertinente che si insinuava sotto gli abiti leggeri, un frutto nella scarsella, e, curiosa parodia di un soldatino, si era recata all'adunata.
Ostentava più coraggio di quello non sentisse, e rispose con voce tremante all'appello, giustificandola con il freddo mattutino.
Si sentiva un po' ridicola in quel gruppo eterogeneo, sicuramente la meno preparata, tutto quello che poteva fare era aggiungere un paio di occhi che osservassero facce sconosciute o movimenti sospetti, non certo combattere. E si augurava che la Provvidenza divina li avrebbe assistiti nell'evitar loro scontri armati, tanto più che l'unica arma che posseddesse lei potevano al massimo essere gambe veloci e urla assordanti.
Pochi sembravano i cittadini consci di quale onere i pochi si erano assunti per il bene di tutti, ma non mancarono sorrisi di incoraggiamneto e sguardi riconoscenti che lesse sui volti degli amici che via via incontrava lungo la ronda.
Era l'approssimarsi della notte che la spaventava di più però, allorchè il gruppo non sarebbe più stato compatto, ma ad ognuno sarebbe stato assegato un posto di osservazione.
Poca cosa sarebbe stata, ma sperava che le fosse assagnato il posto a nord, lo stesso che qualche sera prima era toccato a Cicuta, scoperto quasi per caso, o per gioco, quando per distrarlo gli aveva preso l'immancabile sua penna e sul foglietto che assiduamente scribacchiava vi aveva disegnato una faccina sorridente. Da lì poteva vedere anche la sua modesta casa, così, se le fosse toccato quel posto avrebbe potuto passare da casa per accendere il piccolo lume che ormai come un rito lasciava acceso ogni notte. Vederlo dalla sua postazione l'avrebbe fatta sentire un po' meno sola.
Ovvio che qualunque posto le avessero assegnato non si sarebbe tirata indierto avrebbe fatto del suo meglio per proteggere il sonno dei suoi concittadini, anche di quelli che sembravao non dimostrare alcuna gratitudine.
Cercando di conservare la mente lucida, allontanando il sonno e concentrandosi su pensieri positivi si appostò nell'approssiamarsi della sera, in attesa della notte, che sarebbe arrivata sì presto.
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