domenica 15 giugno 2008

Ora sapeva

22 marzo 1456
Il momento era arrivato.
Quasi una sorta di illuminazione, si sentiva pronta per tornare nel mondo, e soprattutto per rivederlo.
Aveva capito, senzo dubbio alcuno che il suo cuore, la sua vita, tutto di lei apparteneva ormai a lui, e il prenderne pienamente coscienza le infuse una nuova forza e risoluzione.
Era pronta, poteva tornare alla sua vita.
Chissà che reazione avebbe avuto, quale sguardo avrebbe colto nei suoi occhi, se l'aveva davvero aspettata.
Poco più di una settimana, poteva non esser nulla come un'eternità.
Quella sera, la sera prima di Pasqua, decise che lo avrebbe atteso in taverna. Non osava bussare alla sua porta, e nonostante tutto non era consono per lei attenderlo in un luogo appartato.
Ma si sa, l'uomo pianifica e il maligno disfa. Così, senza una reale volontà, lei che era sempre molto contenuta e parca, nell'euforia ritrovarsi tra volti cari, e con la concomitanza di brindare al recente fidanzamento della cugina, si ritrovò con un bicchiere di vino di troppo in corpo.
In quel momento entrò lui.

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