1 febbraio 1456Ma come spesso accade, dopo un lieto accadimento, giunge più lancinante un dolore che si sperava ormai sopito, anche se mai dimeticato.
Era ormai notte fonda quando si era finalmente coricata, ma stentava a prender sonno, e questa volta neanche il piccolo lume che ormai d'abitudine lasciava acceso riusciva a scacciare la gravosa compagnia della solitudine.
Era diventato un appuntamento fisso il ritrovarsi alla taverna dove discosi seri si mescolavano con facilita' a battute scherzose, rese via via piu' maliziose in proporzione diretta alla quantita' di alcool assunto, un'abitudine che riempiva le sere altrimenti trascorse a rivivere il passato.
Purtroppo quella sera non era riuscita a nascondere del tutto un breve attimo in cui una nuvola scura le era calata sugli occhi altrimenti limpidi, qualcuno se ne era accorto, ma per evitare di rispondere a domande per lei imbarazzanti, aveva prontamente cambiato discorso adducendo come scusa per il momentaneo rabbuiamento la preoccupazione per il turno che le sarebbe toccato il giorno dopo nelle guardia cittadina volontaria (ancora non poteve sapere che il suo turno sarebbe slittato per assenza di volontari).
Quella notte sentiva piu' pungente il dolore per la famiglia lontana, pur se qui ne aveva trovata una al pari generosa e accogliente.
Tanto valeva, non riuscemdo a prender sonno, che scrivesse una missiva per avere notizie dei genitori e del amato fratello che tanto le mancava, e a lungo ristette con la penna in mano indecisa se porre una dolorosa domanda ad un interrogativo che ancora tanto, troppo, la tormentava.
Ma in fondo perchè rattristare ancora un'altra volta i suoi cari, per qualcosa oltretutto a cui non si poteva porre rimedio, e poi ormai la sua decisione era presa, non aveva senso tornare indietro e il suo orgoglio comunque le impediva di farlo.
Aveva la coscienza pulita, o almeno così sperava e cercava di convincersene ogni giorno un po' di piu', e poi dove stava ora, questa liberta' ritrovata, o meglio assaporata per la prima volta, dava un gusto alla vita mai provato prima.
Ecco era questo che doveva dire ai suoi genitori, che sentiva la loro mancanza, ma che in fondo era felice e orgogliosa della piega che aveva preso al sua vita....quando ci è preclusa una strada è perchè sicuramente il destino ha in serbo qualcosa di meglio per noi....e per ora i presupposti erano buoni.
E con il cuore rasserenato riuscì finalmente a prender sonno.
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