domenica 15 giugno 2008

La promessa

Si scambiarono la promessa in una notte qualunque, senza testimone alcuno. Un notte che avrebbe segnato l'inizio di una vita assieme.
Quante volte si era aggirata attorno alla sua casa, ogni volta un po' più ardita, ogni volta un po' più vicino, solo per scrutare un fugace movimento al suo interno, nella speranza di vedere la sua ombra oscurare per un attimo il vano dela finestra.
Quella sera osò più di tutte, e fu l'inizio.
Bussò alla sua porta, un rotolo di pergamena stretto tra le mani, solo per avere una scusa scioccamente valida per esser lì a quell'ora e per giustificare il suo gesto.
Quando la porta si aprì fu difficile stabilire chi dei due fosse più emozionato, se lei paralizzata per un attimo dal suo ardire o lui nel trovarla, incurante dei pettegolezzi, davanti alla sua porta.
Qualche frase di circostanza per rompere l'imbarazzo, un bicchiere di latte offerto dall'uno e accettato dall'altra con mani tremanti.
Poteva essere passato un minuto, un'ora o una notte intera quando lui, trasudando una forte emozione, tentennando e incespicando nelle parole, con voce tremante, le chiese ciò che mai e poi mai avrebbe sperato.
Se non l'avesse sostenuta tra le sua forti braccia sarebbe sicuramente svenuta.
E quasi in un sussurro pronunciò "si, lo voglio".
Poi fu il paradiso.

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