27 giugno 1456
Il suo forno stava procedendo bene, aveva venduto la prima infornata alla cugina per la sua taverna, e aveva deciso di produrre, come sua specialità, i biscotti di meliga di cui era golosa sin da bambina.
Nel frattempo il borgo era in subbuglio per le imminenti elezioni del nuovo sindaco e fazioni di ambo le parti si scontravano più o meno apertamente, oltre che onestamente.
A dire il vero una della due fazioni era più agguerrita, forse perchè in fondo non aveva la coscienza troppo pulita, e cercava, buttendo fumo negli occhi, di ottenere una ragione che invero non le spettava troppo.
Non che la prima amministrazione di Montepulciano si potesse considerare un totale fallimento, questo proprio no, ma molto punti sarebbero stati da rivedere, se solo qualcuno avesse avuto un briciolo di umiltà da ammetterlo, cercando magari anche i consigli di chi in quel campo era già un po' più esperto.
Ancora un paio di giorni e si sarebbero avuti i risultati definitivi, anche se per il momento sembrava che un nuovo sindaco si sarebbe insediato in munucipio.
Se così fosse stato, era già stata avvisata che i suoi consigli (frutto solo di buon cuore e per nulla di esperienza, era la prima ad ammetterlo) sarebbero stati preziosi e ben graditi, al punto che le era stato persino proprosto un posto come consigliera personale. E la cosa l apreoccupava non poco, in parte per timore di non essere all'altezza, ma soprattutto per la reazione che avrebbe potuto avere Cicuta, che nella sua tenerezza, non nascondeva un pizzico di gelosia, legata di sicuro al suo timore di perderla.
Ma questa è un'altra storia. Una storia di ferite passate, di silenzi e di segreti ancora celati nell'animo di quel tenero ma tenebroso uomo che le aveva rapito il cuore.
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