domenica 15 giugno 2008

Ritorno alla vita

24 marzo 1456
Non lo vide tutto il giorno precedente, e lo sconforto per la pessima impressione che doveva avegli fatto, unita all'impossibiltà di parlare, la stavano
per far crollare nuovamente.
I giorni di silenzio però le avevano infuso nuova forza, e non si lasciò abbattere da ciò che era successo.
Aveva scritto una lunga lettera che depositò dunque quel mattino davanti alla sua porta, riponendo in essa tutta le sue speranze, i suoi sogni.
Non restava altro che attendere.

Il sorriso con cui quella sera l'accolse in taverna valse più di mille parole.
Non vi erano più dubbi, e rimase senza fiato per l'emozione.

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