martedì 17 giugno 2008

Il viaggio

1-8 maggio 1456
Una mattina un pensiero si fece strada nella mente di Cicuta, che, come per ogni altra decisione o scelta da fare, ne parlò a Ronaele.
Un viaggio.
Perchè non fare un breve viaggio, raggiungere Spezia, con la scusa di commerciare frutta in cambio di pesci?
In tutta onestà già una volta era balenata simil prospettiva, ma altri tristi pensieri e latenti paure l'avevano frenata, sicchè quel mattino la proposta le venne fatta senza troppe aspettative di risposta favorevole.
Stupendo prima se stessa che lui, invece, quasi immediatamente lei accettò, lasciandolo quasi senza parole.
Così, senza troppi indugi, prepararono nel giro di qualche giorno i bagagli necessari e una tiepida mattina di maggio si ritrovarono sul sentiero che li avrebbe condotti a Spezia.
E più che un viaggio si rivelò una vacanza.
Lungo la strada, ogni passo che li conduceva sempre più lontani dalla città che fino a quel momento era stata il loro rifugio, sentivano cresce la loro energia, il loro entusiasmo.
Come due fanciulli, il cuore leggero, lontano dalle solite abitudini, senza più la necessità di tenere a freno il loro amore, nè di conservarlo quasi nascosto da occhi indiscreti, la loro serenità era tangibile.
La loro permanenza a Spezia fu gradevole, li ritemprò nello spirito, infondendo nuove energie per un passo importante che si sarebbe verificato di lì a poco.
Così, già durante il viaggio di ritorno iniziarono a fare progetti, sognando la prossima apertura della Carpenteria di Mastro Cicuta.

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