mercoledì 25 giugno 2008

I giorni del ritiro

21-24 giugno 1456
I preparativi per rimettere a posto la vecchia panetteria erano stati faticosi, se sommati ai lavori che già normalmente svolgeva. Inoltre era da un po' di tempo che aveve trascurato lo spirito, così decise di prendersi quattro giorni di pausa, per un breve ritiro spirituale presso le monache del vicino convento.
Ne sentiva la necessità, anche se era al contempo rattristata della temporanea separazione da Cicuta che questo avrebbe comportato.
Perciò nei giorni seguenti decise di scrivere alcuni brevi pensieri che gli avrebbe dato al suo ritorno.

Primo giorno-sabato
Nessun bacio, nessuna carezza stamattina ad invitarmi dolcemente ad aprire gli occhi sul nuovo giorno.
E per un lungo inteminabile attimo ho temuto che ciò che fino ad ora è stato fosse solo un meraglioso sogno, ma pur sempre solo un sogno.
Ho temuto,aprendo gli occhi che mi sarei ritrovata nella mia stanza nella casa dei miei genitori, e che tutto fosse stato frutto della mia fantasia.
Ma è bastato pensare a voi, alla vostra voce, ai vostri occhi, al vostro sorriso, alle vostre mani, perchè il cuore mi sobbalzasse nel petto, il respiro si accorciasse, confermando, senza alcun dubbio che è tutto reale.
Finalmente, con un sorriso, ho aperto gli occhi.

Secondo giorno- domenica
La mia mente non vi lascia mai.
In ogni cosa che faccio, anche quando dovrei concentrarmi sulla meditazione, spesso faccio fatica a restare concentrata.
Mi domando cosa stiate facendo, quali siano i vostri pensieri, immagino qualdo tornerò da voi.
I miei pensieri non vi lasciano mai.
Qui è tutto tranquillo, a volte anche troppo, il silanzio è rotto solo dalla preghiera, poche parole si spendono e niente più del necessario.
Mi mancano le lunghe chiacchierate con voi, alla sera dopo il duro lavoro.

Terzo giorno- lunedì
E' solo il terzo giorno senza di voi, eppure mi pare un'eternità.
Mi tengo occupata, aiuto le monache nei loro lavori, mi unisco alle loro preghiere, eppure spesso il mio sguardo è perso nel vuoto, e il sorrido permane sul mio volto.
Le monache si accorgo della mia distrazione, qualcuna, lo vedo mi guarda con un viso arcigno, scuotendo la testa, le più giovani sorridono timidamente, mentre vi è la monaca erborista, la più anziana del convento che mi sorride benevola.
Spesso mi siedo allora vicino a lei e la osservo con grande interesse mentre tritura le sue odorose erbe per i preparati medicacametosi.
Non occorro parole, lei sa. Si è fatta monaca dopo aver invero vissuto e colgo nel suo sguardo che deve aver vissuto un grande amore prima di ritirarsi qui.
Sono rapita dai suo gesti tranquilli, dalle sue conoscenze, mi piacerebbe apprendere da lei, credo che tornerò a trovarla, qualche volta.

Quarto giorno- martedì
Mio signore, questa sera, massimo domattina sarò a casa.
Sto aspettando il frate confessore, in convento si sente dire che dovrebbe arrivere entro sera, spero che sia così, perchè ho voglia di rivedervi, ho voglia di tornare nella nostra casa che tanto mi manca, ma mai quanto voi.
Mi siete mancato e mi mancate, torno a casa.

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