domenica 29 giugno 2008

Ascolta la notte

28 giugno 1456
Le ombre pigramente si allungano, la sera cede il passo alla notte.
Tutto intorno il borgo si placa, la quiete diventa silenzio.
La porta è aperta sulla notte.
Di notte anche i piccoli rumori si sentono, quelli che di giorno vanno
persi nel tramestio che anima la città.
Così lei può sentire.
Ecco, là un cane abbaia alla luna, più vicino un bimbo piange, e si
ode un canto sommesso ad allontanare i suoi incubi.
Nell'aria profumi.
Erba tagliata e fiori di campo, si mescolano a fragranze di pane.
Il forno si arrossa di braci incandescenti e le sue mani impastano,
il pane prende forma, dove prima vi erano solo farina e acqua.
Quando gli altri dormono,lei lavora.
La notte le piace, non occorre parlare, solo ascoltare.
Ascolta i rumori, ascolta i silenzi, ascolta il vento, ascolta il suo cuore,
ascolta il respiro di un uomo, del suo uomo.
Ormai albeggia, si corica senza far rumore, la pelle odora di farina, e si lascia cullare dal ritmo cadenzato del respiro dell'uomo.
Presto lui si alzerà, così cerca il calore del suo abbraccio, che non manca mai di accoglierla al suo arrivo, anche se pare dormire.
Lei invece ancora non dorme,la notte scolora, ascolta sussuri, ascolta profumi.

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