14 marzo 1456
Un'unica parola, radiosa. La mattina era radiosa, la giornata sarebbe stata radiosa, perchè lei era radiosa.
Nonstante il lavoro in taverna l'avesse occupata fino a tardi e il sonno fosse stato un po' discontinuo, si era alzata presto perchè desiderava scrivere alcune lettere e soprattutto avere il tempo di preparasi senza fretta.
Non che la scelta dell'abito sarebbe stata difficile, considerato il suo scarno guardaoba, unico vezzo le sua nuove calze acquistate di recente.
Si preparò un bagno e indugiò un po' nella vasca, mentre pensava a ciò che avrebbe scritto, poi asciugatasi con cura, aprì un cassetto e tirò fuori la spazzola e lo specchio, forse il solo oggetto di un qualche valore, almeno per lei, regalo della nonna per il suo sedicesimo compleanno, e iniziò a pettinarsi. Quindi sorrise soddisfatta in risposta all'immagine che vedeva riflessa nel piccolo specchio, che infine ripose con cura al suo posto.
Finì di vestirsi, e prima di uscire affidò un paio di missive al fido Pico, il suo piccione, mentre una terza la tenne con sè.
Controllò che il gatto avesse un po' di latte, innaffiò con cura il vasetto sul davanzale, quello con quei graziosi fiorellini bianchi e infine, per l'orario che si era prefissa, uscì.
Il suo cuore, più che i suoi passi, la condussero senza esitazione alcuna in una precisa direzione.
Era radiosa.
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