Quando non erano assieme i suoi occhi lo cercavano sempre, e anche quella mattina lo scorse in lontananza mentre si recava alla stalla delle sue mucche.
E capì semplicemente dalla sua andatura che quello era uno dei giorni in cui una fatalistica malinconia lo coglieva, spingendolo a cercare la quiete della solitudine, dove i suoi pensieri potevano vagare liberi.
Avevemo parecchi modi per comunicare: parlavano molto, rubando qual e là attimi dal molto lavoro o alla sera nella tranquillità della dimora, ma anche con un semplice sguardo, un sorriso, o il silenzio sapevano rivelarsi tante cose.
E nei silenzi, che solo di rado faceva fatica ad accettare, potevano racchiudere momenti lieti o temporanei rabbuiamenti, ma mai mancavano di capirsi.
Da questi pensieri la sua mente la portò a pensare che invece non lo aveva mai visto piangere in sua presenza, mentre per contro tante lacrime aveva versato lei, sempre dolcemente asciugate da quelle forti mani che sapevano essere lievi come una piuma, le sua preoccupazzioni cancellate dalla calma che sempre emanavano le sue parole.
Stava già pensando di lasciarlo solo come sembrava desiderare, quando invece decise di ascoltare le sue sensazioni, e senza indugio si diresse alla stalla nella speranza di cancellare con la dolcezza di un abbraccio le nubi che oscuravano il volto e l'animo del suo amato.
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