E il sogno arrivò, anche se non era proprio quello che averebbe desiderato.
Era di nuovo al vecchio ulivo. Il volto pallido della luna si rifletteva in miriadi di pagliuzze argentate sul mare appena increspato, una leggera brezza giocava tra le fronde. Le era familiare quel luogo, a cui legava ricordi felici e meravigliosi, momenti che avevano cambiato il corso della sua vita.
Si guardò intorno,non poteva essere sola, lui doveva essere lì.
Con la coda dell'occhio colse un movimento che sfuggiva, nascondersi dietro il rugoso tronco.
Sorrise.
Un gioco.
Girò dall'altra parte , sicura di trovarlo, pronta a lascirsi andare tra le sue braccia, ma non lo vide.
Ecco, il movimento ora era un po' più in là.
Fece qualche passo per raggiungerlo, ma anche questa volta, niente.
Ogni volta che volgeva lo sguardo le pareva di scorgerlo, che fosse lui, invece tutte le volte si ritrovava sola.
Ad un tratto una nuvola minacciosa oscurò la luce della luna, all'improvviso ogni rumore tacque, tutto era immobile, anche la brezza dal mare non soffiava più.
Iniziò ad avere paura.
"Mio signore, vi prego, fatevi vedere, non vi trovo"-volgeva lo sguardo per ogni dove, affannata- "non mi piace più questo gioco, mi state spaventando".
Doveva essere lì, non poteva essere sola, glielo aveva promesso, non l'avrebbe mai lasciata.
Il cuore accelerò i battiti, ormai lo cercava dovunque, quasi che un filo d'erba, un sasso, potessero nascondelo.
Una lacrima, poi un'altra ancora " Aiuto, mio signore, dove siete?"
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