martedì 29 luglio 2008

Temporale estivo

29 luglio 1456
Il temporale era passato.
Era iniziato in modo sommesso, un cupo brontolio, quasi timoroso di ciò che stava per accadere.
Le nubi si erano rapidamente incupite, assembrandosi veloci.
Poi i lampi: bagliori repentini a preannunciare lo sfogo.
Quindi i tuoni: roboanti e violenti,quasi che il cielo sgridasse la terra.
E infine la pioggia: un attimo prima grosse goccie sporadiche, pianto trattenuto a stento, e improvviso, lo scroscio, sfogo imperioso di potenza celeste.
Pochi minuti.
Un raggio di sole aveva squarciato le nubi,che leste si erano diradate su di un morbido tramonto
che languidamente arrossava ogni cosa.
Ronaele uscì nel piccolo orto a terrazza dietro casa che si affacciava sulle colline toscane.
Dal suolo odore di terra bagnata, nell'aria il cinguettio degli uccelli che, dopo essersi rifugiati,
tornavano a librarsi nel cielo.
Sorridendo osservava lo spettacolo della natura, magnifica rappresentazione della perfezione del creato, la pioggia al pari utile del sole, similmente alla vita, quando il pianto compensa i momenti di gioia, perchè essa sia apprezzata.
Per vedere l'arcobaleno è necessaria la pioggia

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