9 settembre 1456
Per la cena di quella sera aveva preparato un pasto un po' più abbondante e sostanzioso per compensare la colazione frettolosa e il pranzo leggero che supponeva Cicuta avesse consumato mentre, ne era quasi sicura, rileggeva gli appunti presi al lezione del mattino.
La porta sulla via era aperta così riconobbe il passo familiare avvicinarsi a casa.
Gli andò incontro sull'uscio, curiosa di sapere come fosse andata la sua prima giornata in università e per accoglierlo con un abbraccio, ma fu costretta a trattenersi, poichè questa volta le tracce del suo passaggio alla stalla erano un po' più evidenti e "odorose".
Sul volto dell'amato un misto di emozioni: il sorriso per la gioia di essere a casa, le braccia aperte e le spalle un po' sollevate come a significare che era stato "costretto" a passare alla stalla, lo sguardo fintamente imbarazzato di un cucciolo che, consapevole di aver fatto una marachella chiede perdono per il semplice fatto di essere un cucciolo...
Provò per un attimo a mantenersi seria, ben sapendo in cuor suo che comunque sarebbe stata solo una finzione, e che mai sarebbe potuta essere in collera col suo amato, soprattutto per una sciocchezza poi, ma già le labbra si increspavano in un sorriso...
...non aveva mai saputo resistere ai cuccioli!
Così gli gettò le braccia al collo in un abbraccio, e, chiudendo la porta alle sue spalle pensò che forse prima di cena sarebbe stato meglio preparare un bel bagno...chissà se la tinozza era grande abbastanza?
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